Pieve di S. Gervasio (Chiari)

La vecchia pieve di Calcio
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L'intera opera è stata stampata in 500 cartelle numerate una per una a mano dall'autore e non sono più riproducibili formato cartelle cm. 32x42.

Strappati ad un destino che avrebbe potuto determinare la rovina, questi quattro affreschi della metà del XV sec. Sono stati riportati su tela da Giuseppe Riva nel 1911 ed ora ci vengono ripropostiin veste litografica. Le opere provengono tutte dalla chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, (ora sconsacrata ) attuale sede della cooperativa il Nucleo. (dove tre costituivano probabilmente una composizione a politico ) e presentano numerose lacune, zone stuccate a gesso e partiridipinte ad acquarello. Nel Cristo crocefisso fra Maria e Giovanni Evangelista il gesto decoroso della vergine, con alcuni particolari anatomici del Cristo, ispirano allo spettatore atti di costrizione e pentimento, stato d’animo accentuato dai fiotti di sangue che fuoriescono dalle ferite evidenti sul torace. Nel Santo Vescovo Taumaturgo ( forse San Bonaventura ) e nel San Bernardino da Siena, due delle opere del polittico, sono accentuati i caratteri fisionomici dei Santi con sottili linee nere anche se numerosi sono i danni evidenti sugli affreschi (in modo particolare quello di S. Bernardino da Siena) che rendono più difficile l’interpretazione. La Madonna con Bambino in trono, l’ultima delle opere della composizione citata, mostra una Vergine che sintetizza in sé elementi riferibili al canone della Madre-Regina ( la corona ) ma anche un atteggiamento di misericordia ( scena dell’allattamento ) perfettamente inserito nell’atmosfera della composizione. Carattere questo accentuato dai numerosi particolari di influenza tardo-gotica e provenienti dalla vicina area bergamasca.

Ing. Alessandra Mor Stabilini

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