Mulas Pagus (Calvisano)

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L'intera opera è stata stampata in 330 cartelle numerate una per una a mano dall'autore e non sono più riproducibili formato cartelle cm. 32x42.

Come relitti venuti a galla dalle sabbie mobili di una pericolosa palude ( Malus Pagus ) da Malaga ci giungono questi piccoli gioielli di fede la cui vista ed ammirazione erano prima rese difficoltose almeno per una questione di distanza e difficoltosa, se non quasi impossibile, visione. E’ bello comunque vedere queste formelle di fattura antica acquistare spessore anche nel chiaroscuro della stampa fotografica . E’ doverosa una piccola osservazione, su un semplice dato dimensionale. Le invocazioni è sempre meglio provarle prima su scala ridotta, come hanno saputo fare l’ignoto o gli ignoti autori ; sul piccolo si lavora meglio e si possono ottenere grandi risultati . Il nostro sguardo è comunque irresistibilmente attratto da queste immagini, calamitato da quei pochissimi centimetri quadrati di argilla incisa. Sarà il fascino indicibile dell’incisione affidata a quei fragili mattoni che probabilmente agghindavano di fede la spoglia semplicità di una costruzione civile, o sarà il ricordo dei nostri antenati che con semplice devozione si affidano ai loro santi protettori e pregavano anche la protezione della loro concittadina Cristina morta a Spoleto in odore di santità ?

Il Sindaco
Giovanni Appian

L’Assessore alla Cultura
Bruno Bresciani

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