Il forte di Valledrane (Treviso)

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L'intera opera è stata stampata in 299 cartelle numerate una per una a mano dall'autore e non sono più riproducibili formato cartelle cm. 32x42.

L’Amministrazione Comunale di Treviso Bresciano, con questa pubblicazione, vuole porre l’attenzione su un patrimonio di grande valore storico: il forte di Valledrane. Dopo un primo intervento di valorizzazione del territorio circostante, realizzato dal Comune e dalla comunità Montana di Valle Sabbia, diviene ora necessario attivarsi per la salvaguardia della struttura edificata che, per il prolungato abbandono, versa in forte stato di degrado, l’auspicio è che nuove forze si affianchino agli enti locali nel formulare e realizzare proposte di riutilizzo civile di un complesso assai qualificante per tutta la zona.

Il Sindaco Valerio Prignachi

L’orgogliosa forza dei tempi medioevali, e ancor prima di quelli romani, ha dotato la Valle Sabbia di uno strategico intreccio di costruzioni difensive,modificate e ampliate con il trasformarsi stesso delle tecniche militari. In particolare i monti circostanti l’Eridio hanno sempre avuto importanza decisiva per il controllo del fondovalle. In questo contesto si inserisce il forte di Valledrane, edificato in una località antichissima che prende il nome dei suoi originari abitanti : gli Edrani. Forse già in previsione di una difesa dei propri confini, nel maggio del 1908 Il governo italiano cominciò a costruire forti sui monti di Treviso Bresciano e Bagolino, in appoggio alla Rocca d’Anfo, così da creare un baluardo impenetrabile; e proprio il forte di Valledrane, dalla sua posizione privilegiata, presiedeva il confine con batterie d’artiglieria. Terminata la prima guerra mondiale con la conquista del territorio trentino,venne meno la funzione della fortificazione e l’edificio militare fu trasformato in deposito di munizioni, fino a che, al termine della seconda guerra mondiale, ormai completamente abbandonato, iniziò il suo lento processo di degrado. Il forte di Valledrane rimane comunque, con la Rocca d’Anfo e il forte di Cima dell’Oraun valido esempio di architettura militare degno di nota e indubbiamente meritevole di interventi di salvaguardia e recupero.

Ing. Alessandra Mor Stabilini

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