Parco Oglio Sud

L'intera opera è stata stampata in 250 cartelle numerate una per una a mano dall'autore e non sono più riproducibili formato cartelle cm. 32x42.

Guardando la pianura padana attraverso le fotografie aeree si vede come siano legati al fiumi gli ultimi lembi di ambiente naturale che rimangono nell’area italiana più antropizzata. Molti fiumi peraltro, come l’Oglio nel suo tratto Sud, sono stati completamente canalizzati e appaiono come linee d’acqua semplificate, strette fra le culture, gli insediamenti e le attività dell’uomo che si spingono fino a lambire le acque. L’intervento umano nel bacino dell’Oglio è stato rilevante, lento e progressivo fino al secolo scorso, sempre più massivo negli ultimi decenni: lo testimoniano i lavori effettuati per regimare il fiume e l’intera rete idrografica, il totale utilizzo del territorio ai fini agricoli ed industriali, la presenza di una densa rete stradale e di centri urbani di medie dimensioni. Dispersi nelle campagne, sottoforma di antiche corti, pievi, severi manufatti idraulici, o all’interno dei centri abitati dei sedici Comuni del Parco, si riconoscono i segni della storia, come questa bella raccolta documenta. Ma è proprio nelle aree contigue al fiume che si celano, inaspettati, i più interessanti fenomeni naturalistici. È proprio qui che l’osservatore attento può cogliere che la pianura padana non è poi così piatta, riconoscere le dolci ondulazioni degradanti verso il fiume, solcate dagli antichi percorsi incassati dei paleoalvei, individuare le risorgive che segnano il passaggio tra l’alta e la media pianura, osservare l’imponente snodarsi del fiume in meandri. Anche senza un binocolo si può restare affascinati dalla spettacolare nidificazione degli aironi, che ad ogni primavera giungono al fiume, provenienti dai luoghi di svernamento africani e che nelle boscaglie riparie e nelle zone umide residue si riuniscono in affollate colonie, composte da centinaia di individui. Anche gli ambienti degradati e artificiali sono utilizzati dagli “abitatori” del Parco: nelle scarpate sabbiose, erose dalla corrente del fiume, nidifica il coloratissimo martin pescatore e da un “pennello” artificiale è stata osservata la nidificazione eccezionale di una coppia di cormorani. Il fiume, sfruttato nelle sue risorse da sempre, usato come fonte di energia, come asse di sviluppo di antichissimi insediamenti, importante via di comunicazione, linea naturale di difesa e di divisione politica, è ancora un’espressione della natura. Susanna Perlini (Direttore Parco Oglio Sud)

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