Mosca 90 (colori)

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L'intera opera è stata stampata in 350 cartelle numerate una per una a mano dall'autore e non sono più riproducibili formato cartelle cm. 32x42.

Tolstoi disse, parlando del giorno dell’occupazione di Mosca, che poche persone vi erano rimaste e la città sembrava: “Vuota come un arnia che langue senza l’ape regina”. Oggi, a quasi cinquanta anni dalla morte di questo grande scrittore e più di un secolo e mezzo dall’occupazione della città da parte di Napoleone, è Cesare Mor Stabilini a riproporci con maestria e capacità, un ‘immagine della capitale russa descritta come la terza Roma. Le parole, i sintagmi,non sono però le armi di questo artista, ciò che egli usa per dipingerci una delle più affascinanti città europea sono fotografie, semplici fotografie nelle quali però effetti di chiaroscuro, colori, angolazioni e forme si fondono originando un cocktail di armonia e grazia unico e irripetibile. Quale sia la straordinaria abilità del fotografo nell’osservare e capire, dopo una capillare analisi, momenti e angolazioni opportune, lo si può vedere facilmente ma forse, ben più interessante sarebbe individuare le motivazioni che lo spingono alla scelta. Come rispondere ad un simile quesito ? Forse ciò che lo condiziona sono quelle stesse ragioni che obbligano uno scrittore a preferire una parola in sostituzione di un’altra, ma nulla può darci la certezza assoluta, abbiamo solo mere ipotesi, meglio dunque lasciare che colori e forme ci rapiscono, trasportandoci,dopo aver superato le barriere della realtà, in un mondo di sogno, dove la bellezza si fonde col mistero e un enigmatico torpore ci avvolge lasciandoci ammalati da ciò che le mani di Cesare hanno saputo creare. Queste immagini, apparentemente vive, generano in noi quasi una sorta di dipendenza che ci porta all’insaziabile desiderio di vedere, analizzare e vivere le situazioni che l’autore ci ripropone permettendo a queste di impossessarsi, anche se per pochi minuti, di noi.

Ing. Alessandra Mor Stabilini

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