Caponord (Nord Kap)

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L'intera opera è stata stampata in 199 cartelle numerate una per una a mano dall'autore e non sono più riproducibili formato cartelle cm. 32x42.

Nel lontano 17 giugno 1799 un esploratore di origine mantovana, Giuseppe Acerbis, giunse per primo a Capo Nord, il limite più settentrionale del continente europeo. Ci si potrebbe chiedere quali siano state le ragioni che lo portarono fino qui e le risposte si accumulerebbero una sull’altra ma, ve ne è una, fondamentale,profonda, radicata nell’essenza umana, il tendere naturaledi ogni individuo alla libertà. E’ la ricerca della libertà, l’anelare a quel sentirsi svincolato da ogni forza costrittiva, a guidare le scoperte più importanti. Libertà come meta dell’esistenza umana, come elemento insostituibile, come componente essenziale durante la permanenza di ogni individuo sulla terra. E’ ad essa che aspiravamo grandi autori, Alfieri per citarne uno, ad essa che continuano a rivolgersi anche altri artisti come Cesare Mor Stabilini ed esploratori, o le migliaia di uomini che ogni anno animati da questo desiderio si spingono fino a Nord-Kapp. Qui infatti, più che in ogni altro luogo, si ha la possibilità, di gustare a pieno questo stato di ebbrezza derivante, non soltanto dall’ambiente incontaminato, dalla lontananza da quella civiltà, frenetica che regola le nostre vite, ma soprattutto la facoltà di sentirsi svincolato persino dallo scorrere del tempo. La natura ha infatti dato un patrimonio enorme ai Norvegesi e loro hanno saputo conservarlo nel migliore dei modi. Le sterminate distese, le alte montagne che si stringono in un abbraccio fraterno alle acque azzurre del mare, il fascino dei fiordi, l’atmosfera fiabesca di un villaggio di lapponi, l’armonia che essi sanno mantenere nel loro rapporto con le renne e molti altri elementi che potrebbero susseguirsi in un elenco senza fine. Come porre infatti un limite ad una regione cosi ricca da questo punto di vista, capace di rivelare sempre nuove cose agli occhi dell’osservatore attento e avido nel cogliere ciò che madre natura ha saputo realizzare. Ogni anno lo scivolare dei ghiacciai, l’impetuosità dei venti gelidi o l’erosione ( causata dell’infrangersi violento delle onde durante le tempeste ) modificano il paesaggio ; si formano nuovi antri, nuove grotte e solchi che mutano l’espressione di ogni parete. E’ la luce poi ad accentuare tali modifiche, a causare nuovi effetti chiaroscurali, la luce del sole qui così importante e allo stesso tempo cosi caratteristica. Basti pensare al celebre sole di mezzanotte, che non solo accentua l’atmosfera fiabesca creata dalla natura, ma ci porta al culmine della libertà sciogliendo anche l’ultimo dei nostri legami, quello con il tempo. Libertà assoluta per l’individuo che non sente neppure la temporaneità della sua vita ! E’ questo ciò che Capo Nord ci regala, questo grandissimo senso di potere. Ne sono consapevoli probabilmente anche i lapponi che vivono in perfetta simbiosi con la natura e non sono propensi a cedere al fascino della civiltà moderna. Cosi continuano la loro vita a stretto contatto con la natura,con le renne, con i boschi di conifere e con i salmoni che guizzano nei torrenti d’argento. Un viaggio a Capo Nord, un tuffo verso la meta dell’esistenza umana, il traguardo, probabilmente l’unico che ci è consentito raggiungere, della nostra corsa verso la libertà ; questo è l’estremo senso di potere che il trovarsi dinnanzi al sole di mezzanotte può regalarci.

Ing. Alessandra Mor Stabilini

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